Chi è Paride Bruzzone?

Paride Bruzzone, scrittore e socio nonché tesoriere dell’Associazione PRO NATURA TORINO, scomparso sul finire del 2008, storico villeggiante che ha molto amato Pessinea.

Non un villeggiante comune ma l’omonimo nipote del Paride Bruzzone che, ha svolto il ruolo di maestro e parroco, prima che fosse costruita la nuova scuola, proprio nella piccola frazione.

Il nipote, da sempre, è stato un appassionato d’ambiente e di montagna senza mai dimenticare la piccola e arroccata frazione tanto da dedicarle un volumetto intitolato “Vacanze in val di Viù”. Racconto autobiografico con testimonianze sulla frazione dal 1919 al 1940.

I volumetti possono essere richiesti all’ASSOCIAZIONE PRO NATURA TORINO Sede: Via Pastrengo 13 – 10128 Torino, tel. 011-5096618, E-mail: info@pro-natura.it

Oppure, al gruppo locale ASSOCIAZIONE “PESSINEA” – PRO NATURA TORINO. Gruppo di volontariato, senza scopo di lucro, che si è costituito a Pessinea per salvare le chiesette, le testimonianze locali, per creare nell’ex scuola della frazione un ecomuseo.

Nell’ecomuseo troverà spazio anche il progetto“piccole pietre” che, su supporto tradizionale o multimediale, custodirà i ricordi di quanti hanno a cuore Pessinea…sempre che…la battaglia per impedire la vendita dell’ex scuola, possa andare a buon fine!

In questo caso, sono ancora disponibili delle copie, generosamente offerte dall’associazione Torinese di Pro Natura, il cui ricavato andrà totalmente in offerta per sostenere le iniziative del gruppo locale.

Vacanze in Val di Viù - Paride Bruzzone - Pessinea

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Il dubbio: può il comune di Torino vendere tutti gli spazi pubblici per la cultura?

Pare una domanda con risposta banale…sicuramente un no.

Immagine dello striscione sulla scuola di Pessinea

Ebbene, in una delle frazioni di Viù, questo è possibile. A Pessinea, il comune pare deciso a vendere l’unico spazio pubblico accessibile in sicurezza ai bambini e famiglie in cui la comunità può riunirsi per le feste, l’unico che rende possibile nella bella stagione giocare a bocce, giocare a palla, fare attività comuni.

Se durante l’anno gli abitanti residenti sono pochissimi, durante la bella stagione la frazione si anima con i parenti di quanti un tempo vi vivevano e altri ospiti stagionali. Sono soprattutto famiglie che non sono residenti, non votano ma pagano regolarmente l’ICI contribuendo non solo alle casse comunali ma anche a mantenere viva la frazione. Questo gruppo, generalmente molto attivo, in questo caso, lo chiameremo “i paria” – ossia, i senza diritti, perché pagano ma non servono per sensibilizzare le politiche infatti, a Pessinea, i frazionisti, soprattutto “paria”, hanno  chiesto che il piazzale denominato da sempre  “il ballo” e l’ex scuola della borgata, costruita fisicamente anche dai padri e nonni dei paria e di quanti continuano gratuitamente e senza spese per il comune a mantenerli, hanno fatto  riunioni, raccolta firme, si sono anche organizzati in associazione riconosciuta, in questo modo, sperano  che il nuovo sindaco di Viù, Daniela Majrano, e i nuovi consiglieri comunali, possano decidere di non vendere l’unico spazio che può fare da volano di accoglienza e sviluppo della frazione.

Ci sperano anche perché la vendita di tale bene porterebbe a ben poca cosa alle casse del Comune, soprattutto in ragione al danno gravissimo per l’identità e il senso di appartenenza di un luogo.

Alcuni sostengono che tale vendita sarà destinata a sistemare il parcheggio di Pessinea ma, anche i paria, non posono credere a questa voce perchè  i soldi per le opere al parcheggio, un tempo c’erano ma Viù, nelle precedenti giunte,  ha deciso di destinarle ad altro e certo, ora, non si vorrà vendere la scuola e il piazzale, per ritrovare denari, per trasformarli in pochi carichi di ghiaia.

Tuttavia, il caso “Pessinea” ha creato un dubbio.

E alcuni frazionisti hanno scritto e incontrato quanti più referenti possibili per comprendere se il caso Pessinea, è una situazione normale. Ossia se, del grave “spoglio”, legalizzato, che può dunque avvenire in ogni luogo e frazione montana, perché di questo si tratta,  le istituzioni sono informate e, se soprattutto, hanno già previsto criteri, indicazioni, incentivi che permettano i comuni di avere le idee più chiare e i cittadini più tutelati.

I frazionisti sostengono che, se nella frazione il bene pubblico è d’interesse e promozione (come hanno dimostrato i frazionisti di Pessinea, con firme e volontà), questo bene non può ricadere nell’alienazione dei beni.

Attenzione frazioni, attenzione quartieri dei vari paesi e città del Piemonte:

Statevi accorti.